The quote “you don’t know what you have till it’s gone” is playing on my mind as I write this piece. I have recently left Cabrini Health in Australia where I had worked for more than 30 years and I now work in a secular healthcare environment. My new workplace functions as part of the same healthcare system, is accredited under the same quality standards and has many passionate, dedicated, caring health professionals whom I enjoy working alongside. However, I acutely feel the absence of the shared understanding of Catholic social teaching animated by Cabrinian heritage and spirituality that motivated my work at Cabrini and gave it meaning. In short, I miss the heart and soul.

This experience and the approaching 75th anniversary of the canonisation of our foundress, has brought the Catholic and Cabrininan identity of the International Health Commission and the health ministries we support into sharp focus.

Over the last 15 years, I have been fortunate to participate in many meetings with lay representatives from across the Cabrini world. At my first meeting, we reflected on Mother Cabrini’s life and the Sisters who had been influential in our formation to draw out characteristics that resonated with us. I was surprised that despite coming from eight distinctly different countries and not sharing a language, culture or profession, our Cabrinian experience gave us much in common.

One image that captured our imagination was that of Mother Cabrini with a newspaper in one hand, and the Bible in the other. We felt the ability to read the sign of the times and respond in compassion to the emerging needs is the hallmark of a missionary congregation.

This characteristic is writ large in the International Health Commission, which was only established three years ago by Sr. Barbara Staley as an advisory body to support the health ministries. It is also reflected in the health ministries we support that have all been established since Mother Cabrini’s death. It is also reflected in the services they provide, which have changed – and are still changing – in response to the changing community needs.

For example, in the 1980’s, the Sisters considered withdrawing from Eswatini (Swaziland). They decided to remain, concentrating their efforts at St Philip’s Mission where they provided primary care, maternity care and material aid. In 2001, the Sisters handed over these services to the local Swazi congregation so they could respond to the emerging HIV-Aids epidemic that was devastating the country. They established community education, testing and counselling programs, initiated treatment, monitoring and follow-up, supported people dying in the community and care for the orphaned children. 

In 2020, Eswatini became the first country in Africa to achieve the United Nations HIV target and, despite having the world’s highest HIV prevalence, the target was achieved 10 years ahead of the 2030 goal.[1] However, five years prior to the target being met, Cabrini Ministries Swaziland had already recognised the crisis was easing and, determining it again had capacity to meet broader community needs, set about re-establishing a primary care clinic. Today, being a primary care provider has enabled Cabrini Ministries to lead the local community’s response to the COVID-19 pandemic.

I know these changes did not happen without many hours of prayer and discernment. As Sr Maria Barbagallo reminds us: “Faith was the distinguishing note of Mother Cabrini’s life. Faith infused her heart and mind with a tremendous capacity for decision-making.”[2] We observe this same steadfast faith in the Sisters who lead the Institute and health ministries today.

We lay collaborators must be equally unapologetic that our mission is to be the face and hands of Jesus, to heal the sick and so play our part in healing the world. Let us pray that we prove to be good stewards, leading organisations with heart and soul.


[1] WHO Africa How the world’s highest HIV-prevalence country turned around, and in record time accessed at https://www.afro.who.int/news/how-worlds-highest-hiv-prevalence-country-turned-around-and-record-time on 19/06/21

[2] Maria Barbagallo MSC Maria Barbagallo, MSC Mother Cabrini and Her Abiding Faith in the Sacred Heart at https://www.ewtn.com/catholicism/library/mother-cabrini-and-her-abiding-faith-in-the-sacred-heart-5459


La frase “non sai quello che hai finché non lo hai perso” riecheggia nella mia mente mentre scrivo questo pezzo. Ho recentemente lasciato la Cabrini Health in Australia, dove ho lavorato per più di 30 anni, e ora lavoro in un ambiente sanitario laico. Il mio nuovo posto di lavoro è parte dello stesso sistema sanitario, è riconosciuto secondo gli stessi standard di qualità e ha molti operatori sanitari appassionati, dedicati e premurosi con i quali mi piace lavorare. Tuttavia, sento profondamente l’assenza della comprensione condivisa dell’insegnamento sociale cattolico animato dall’eredità e dalla spiritualità cabriniana che ha motivato il mio lavoro al Cabrini e gli ha dato significato. In breve, mi mancano il cuore e l’anima.

Questa esperienza e l’avvicinarsi del 75° anniversario della canonizzazione della nostra fondatrice, ha messo a fuoco l’identità cattolica e cabriniana della Commissione Sanitaria Internazionale e i ministeri della salute che sosteniamo.

Negli ultimi 15 anni, ho avuto la fortuna di partecipare a molti incontri con rappresentanti laici di tutto il mondo cabriniano. Durante il mio primo incontro, abbiamo riflettuto sulla vita di Madre Cabrini e sulle Suore che hanno avuto un’influenza sulla nostra formazione, per individuare le caratteristiche che hanno trovato riscontro in noi. Sono rimasta sorpresa dal fatto che, nonostante provenissero da otto paesi nettamente diversi e non condividessero la lingua, la cultura o la professione, la nostra esperienza cabriniana ci accomunava molto.

Un’immagine che ha attratto la nostra immaginazione è stata quella di Madre Cabrini con un giornale in una mano e la Bibbia nell’altra. Abbiamo sentito che la capacità di leggere il segno dei tempi e rispondere con compassione ai bisogni emergenti è il segno distintivo di una congregazione missionaria.

Questa caratteristica è scritta in grande nella Commissione Sanitaria Internazionale, che è stata istituita solo tre anni fa da Sr. Barbara Staley come organo consultivo per sostenere i ministeri della salute. Si rispecchia anche nei ministeri della salute che sosteniamo e che sono stati tutti istituiti dopo la morte di Madre Cabrini. Si ritrova anche nei servizi che forniscono, che sono cambiati – e stanno ancora cambiando – in risposta alle mutevoli esigenze della comunità.

Per esempio, negli anni ’80, le suore stavano pensando di ritirarsi dall’Eswatini (Swaziland). Decisero di rimanere, concentrando i loro sforzi nella Missione di St Philip dove fornivano cure primarie, assistenza alla maternità e aiuti essenziali. Nel 2001, le suore cedettero questi servizi alla congregazione locale Swazi in modo che potessero rispondere all’emergente epidemia di HIV-AIDS che stava devastando il paese. Hanno istituito programmi di educazione comunitaria, test e consulenza, hanno iniziato il trattamento, il monitoraggio e il follow-up, hanno sostenuto le persone che stavano morendo nella comunità e si sono prese cura dei bambini orfani. 

Nel 2020, Eswatini è diventato il primo paese in Africa a raggiungere l’obiettivo delle Nazioni Unite sull’HIV e, nonostante abbia la più alta diffusione dell’HIV al mondo, l’obiettivo è stato raggiunto con 10 anni di anticipo rispetto a quello del 2030.[1] Tuttavia, cinque anni prima che l’obiettivo fosse raggiunto, Cabrini Ministries Swaziland aveva già riconosciuto che la crisi si stava attenuando e, stabilendo che aveva di nuovo la capacità di soddisfare i bisogni più ampi della comunità, ha iniziato a ripristinare una clinica per l’assistenza primaria.

So che questi cambiamenti non sono avvenuti senza molte ore di preghiera e discernimento. Come ci ricorda Sr. Maria Barbagallo: “La fede era la nota distintiva della vita di Madre Cabrini. La fede infondeva nel suo cuore e nella sua mente un’enorme capacità di decisione”.  Osserviamo questa stessa fede incrollabile nelle suore che oggi guidano l’Istituto e i ministeri della salute.

Noi collaboratori laici dobbiamo essere ugualmente convinti che la nostra missione è quella di essere il volto e le mani di Gesù, di guarire i malati e di fare così la nostra parte nel guarire il mondo. Preghiamo di dimostrare di essere buoni amministratori, guidando le organizzazioni con anima e cuore.


[1] OMS Africa Come il paese con la più alta prevalenza di HIV al mondo si è trasformato, e a tempo di record consultato su https://www.afro.who.int/news/how-worlds-highest-hiv-prevalence-country-turned-around-and-record-time il 19/06/21


La cita “no sabes lo que tienes hasta que lo pierdes” está resonando en mi mente mientras escribo este artículo. Recientemente dejé Cabrini Health en Australia, donde había trabajado durante más de 30 años, y ahora trabajo en un entorno sanitario laico. Mi nuevo lugar de trabajo forma parte del mismo sistema sanitario, está acreditado bajo los mismos estándares de calidad y cuenta con muchos profesionales sanitarios apasionados, dedicados y atentos con los que disfruto trabajando. Sin embargo, siento profundamente la ausencia de la comprensión compartida de la doctrina social católica animada por el legado cabriniano y la espiritualidad que motivaba mi trabajo en Cabrini y le daba sentido. En resumen, echo de menos el corazón y el alma.

Esta experiencia y la proximidad del 75º aniversario de la canonización de nuestra Fundadora, ponen en evidencia la identidad Católica y Cabriniana de la Comisión Internacional de la Salud y de los ministerios de salud que apoyamos.

En los últimos 15 años, he tenido la suerte de participar en muchas reuniones con representantes laicos de todo el mundo Cabrini. En mi primera reunión, reflexionamos sobre la vida de la Madre Cabrini y sobre las Hermanas que habían influido en nuestra formación, para extraer las características que resonaban en nosotros. Me sorprendió que, a pesar de proceder de ocho países distintos y de no compartir lengua, cultura o profesión, nuestra experiencia cabriniana nos proporcionaba mucho en común.

Una imagen que captó nuestra imaginación fue la de la Madre Cabrini con un periódico en una mano y la Biblia en la otra. Pensamos que la capacidad de leer el signo de los tiempos y responder con compasión a las necesidades que surgen es el sello de una congregación misionera.

Esta característica se refleja en la Comisión Internacional de Salud, que fue creada hace sólo tres años por la Hna. Bárbara Staley como órgano consultivo de apoyo a los ministerios de salud. También se refleja en los ministerios de salud que apoyamos y que han sido creados desde la muerte de la Madre Cabrini. También se refleja en los servicios que prestan, que han cambiado -y siguen cambiando- en respuesta a las necesidades emergentes de la comunidad.

Por ejemplo, en la década de 1980, las Hermanas consideraron retirarse de Eswatini (Suazilandia). Decidieron quedarse, concentrando sus esfuerzos en la Misión de St. Philip, donde prestaban atención primaria, atención a la maternidad y ayuda material. En 2001, las Hermanas cedieron estos servicios a la congregación local de Suazilandia para que pudieran responder a la incipiente epidemia de VIH-SIDA que estaba devastando el país. Establecieron programas de educación, pruebas y asesoramiento en la comunidad, iniciaron el tratamiento, el control y el seguimiento, apoyaron a las personas que morían en la comunidad y atendieron a los niños huérfanos. 

En 2020, Eswatini se convirtió en el primer país de África en alcanzar el objetivo de las Naciones Unidas en materia de VIH y, a pesar de tener la mayor prevalencia de VIH del mundo, el objetivo se alcanzó 10 años antes de la meta de 2030.  Sin embargo, cinco años antes de que se alcanzara el objetivo, Cabrini Ministries Swazilandia ya había reconocido que la crisis estaba disminuyendo y, al determinar que volvía a tener capacidad para satisfacer las necesidades más amplias de la comunidad, se dedicó a restablecer una clínica de atención primaria. En la actualidad, ser un proveedor de atención primaria ha permitido a Cabrini Ministries liderar la respuesta de la comunidad local a la pandemia de COVID-19.

Sé que estos cambios no se produjeron sin muchas horas de oración y discernimiento. Como nos recuerda Hna. María Barbagallo “La fe fue la nota distintiva de la vida de la Madre Cabrini. La fe infundió en su corazón y en su mente una enorme capacidad de decisión”.  Observamos esta misma fe firme en las Hermanas que hoy dirigen el Instituto y los ministerios de salud.

Nosotros, los colaboradores laicos, debemos tener la misma convicción de que nuestra misión es ser la cara y las manos de Jesús, para curar a los enfermos y desempeñar así nuestro papel en la curación del mundo. Recemos para demostrar que somos buenos administradores, dirigiendo las organizaciones con el corazón y el alma.


A frase “você não sabe o que tem até que o dia em que perde” está tocando em minha mente enquanto escrevo este artigo. Recentemente, deixei o Cabrini Health na Austrália, onde trabalhei por mais de 30 anos e agora estou em um ambiente de saúde secular. Meu novo local de trabalho funciona como parte do mesmo sistema de saúde, é credenciado sob os mesmos padrões de qualidade e tem muitos profissionais de saúde apaixonados, dedicados e atenciosos com os quais gosto de trabalhar. No entanto, sinto intensamente a ausência da compreensão compartilhada da Doutrina Social Católica, animada pela herança e espiritualidade cabriniana que motivou e deu sentido ao meu trabalho no Cabrini. Em suma, sinto falta do coração e da alma.

Esta experiência e o aproximar-se do  75º aniversário da Canonização de nossa Fundadora colocaram em foco a Identidade Católica e Cabriniana da Comissão Internacional de Saúde e dos ministérios da saúde que apoiamos.

Nos últimos 15 anos tive a sorte de participar de muitas reuniões com representantes leigos de todo o mundo Cabrini. No meu primeiro encontro, refletimos sobre a vida de Madre Cabrini e sobre as Irmãs que influenciaram nossa formação para extrair características que ressoaram em nós. Fiquei surpresa que, apesar de sermos de oito países distintos e não compartilhar uma língua, cultura ou profissão, tínhamos em comum a nossa experiência cabriniana.

Uma imagem que a nossa captou foi a de Madre Cabrini com um jornal numa das mãos e a Bíblia na outra. Sentimos que a capacidade de ler o sinal dos tempos e responder com compaixão às necessidades emergentes é a marca registrada de uma congregação missionária.

Essa característica é amplamente divulgada na Comissão Internacional de Saúde, que foi estabelecida apenas há três anos por Ir. Barbara Staley como um corpo consultivo para apoiar os ministérios da saúde. Isso reflete também nos ministérios da saúde que apoiamos, todos constituídos após a morte de Madre Cabrini. Isso também se reflete nos serviços que prestamos, que mudaram – e ainda estão mudando – em resposta às mudanças nas necessidades da comunidade.

Por exemplo, na década de 80, as Irmãs pensaram em se retirar de Eswatini (Suazilândia). Depois, decidiram permanecer, concentrando seus esforços na Missão de São Filipe, onde proporcionaram cuidados primários, maternidade e ajuda material. Em 2001, as Irmãs passaram esses serviços à uma Congregação Suazi local para que pudessem responder à emergente epidemia de HIV-Aids que estava devastando o país. Elas estabeleceram programas comunitários de educação, teste e aconselhamento, iniciaram tratamento, monitoramento e acompanhamento, apoiaram pessoas que morriam na comunidade e cuidaram de crianças órfãs. 

Em 2020, Eswatini se tornou o primeiro país da África a atingir a meta de HIV das Nações Unidas e, apesar de ter a maior prevalência de HIV do mundo, a meta foi alcançada 10 anos antes da meta de 2030.[1] No entanto, cinco anos antes de a meta ser atingida, o Cabrini Ministries de Suazilândia já havia reconhecido que a crise estava diminuindo e, determinando que novamente tinha capacidade para atender às necessidades mais amplas da comunidade e começou a restabelecer uma Clínica de atendimento primário. Hoje, ser um provedor de cuidados primários permitiu ao Cabrini Minisrtries liderar a resposta da comunidade local à pandemia COVID-19.

Sei que essas mudanças não aconteceram sem muitas horas de oração e discernimento. Como Ir. Maria Barbagallo nos recorda: “A fé foi a marca distintiva da vida de Madre Cabrini. A fé infundiu em seu coração e mente uma tremenda capacidade de tomada de decisão.”[2] Observamos essa mesma fé inabalável nas Irmãs que hoje dirigem o Instituto e os ministérios da saúde.

Nós, colaboradores leigos, temos a certeza de que a nossa missão é ser o rosto e as mãos de Jesus, para curar os enfermos e assim cumprir nossa parte na cura do mundo. Rezemos para que sejamos bons gestores, liderando organizações de coração e alma.


[1] OMS África Como o país com a maior prevalência de HIV no mundo se transformou, e em tempo recorde consultado https://www.afro.who.int/news/how-worlds-highest-hiv-prevalence-country-turned-around-and-record-time on 19/06/21

[2] Maria Barbagallo MSC Maria Barbagallo, MSC Madre Cabrini e Sua Constante Fé no Sagrado Coração em https://www.ewtn.com/catholicism/library/mother-cabrini-and-her-abiding-faith-in-the-sacred-heart-5459

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