Educating children in the spirit of Mother Cabrini in Madrid, Spain

 

In 2004, in the school of our Community in Madrid, we started a project that allowed us to welcome all those children and teenagers, coming from different countries, who had to continue their studies in Spain. (The Spanish education system is compulsory for all children aged between 6 and 16 years) This project has been called “Liaison Classrooms”, and now we have two of them in our school.

One of these is for the primary education phase, that is for children aged 8 to11. The other one is for the compulsory secondary education (E. S. O.), attended by students aged 12 to 17 (some of them are still attending school even if they have overcome compulsory school age). These students can enter the course any time, from any country and in any condition (social, family, academic…). Therefore, the way we welcome them is of utmost importance; the first contacts can influence the academic course, the self-esteem of the child and of the future adult.

These classrooms at St. Francisca Javier Cabrini School, gave us the possibility of sharing our daily lives with people from different cultures, and looking to school and life from different perspectives. This allows us to encourage all our students to “open up” to the world, to escape ethnocentrism and prepare them for the reality outside of school, which is an intercultural and multiethnic reality. Knowing the “otherness” the diversity, “opens up” the mind and fear disappears. In addition, no one will be able to influence our opinion about cultures different, since we have been able to learn about them firsthand from children coming from different places.

The students in the liaison classrooms, have their first contact with the Spanish language and our educational system as soon as they enter this school. However, our mission here in Canillas, Madrid, is not simply to teach them Spanish and other subjects, but to give them the tools to contribute to society, feeling themselves useful and putting in practice what they have learned; to promote respect between different cultures and religions through the daily coexistence based on dialogue, friendship and valuing each person without looking beyond appearances, to support them in this difficult step of uprooting, of leaving their grandparents, cousins, friends, pets, etc. thousands of kilometers away, to give them a hand to shake… In conclusion, to continue the legacy of Mother Cabrini, a woman who dedicated her life to people who left their roots in search of a better future and a dignified present.


MADRE CABRINI EN MADRID, ESPAÑA

En el año 2004 comenzó en nuestro colegio un proyecto de la Comunidad de Madrid mediante el cual se daba acogida a todos aquellos niños, niñas y adolescentes que llegaban de distintos países y tenían que continuar con sus estudios aquí (en España la escolarización es obligatoria hasta los 16 años). Este proyecto fue el de las “aulas de enlace” y, actualmente, en nuestro colegio tenemos dos.

Una de ellas es para la etapa de Educación Primaria, y es la que acoge a los niños y niñas entre los 8 y los 11 años. La otra está en la etapa de Educación Secundaria Obligatoria (E. S. O.), y a ella acuden los alumnos de entre 12 y 17 años (algunos siguen escolarizados aunque hayan sobrepasado la edad obligatoria). Estos alumnos pueden llegar en cualquier momento del curso, desde cualquier país y en cualquier condición (social, familiar, académica…). Por eso es de vital importancia cómo hagamos la primera acogida, los primeros contactos pueden marcar desde la trayectoria académica hasta la autoestima del niño y futuro adulto.

Para el colegio Santa Francisca Javier Cabrini tener estas aulas supone tener la enorme suerte de compartir nuestro día a día con diferentes culturas y formas de ver la vida y la escuela. Esto permite fomentar en todos nuestros alumnos la “apertura” al mundo, huir del etnocentrismo, prepararse para la realidad que les espera fuera del colegio, la realidad intercultural y multiétnica. Porque conociendo al “otro”, al diferente, la mente se “abre” y el miedo desaparece. Además, ya nadie podrá sesgar su opinión sobre las culturas distintas a la suya, ya las han conocido de primera mano por sus compañeros venidos de distintos lugares.

Respecto a los alumnos del aula de enlace, ellos tienen su primer contacto con el idioma español y nuestro sistema educativo cuando vienen a este colegio. Pero nuestra misión no es enseñarles únicamente el castellano, o unas cuantas asignaturas. Aquí estamos nosotros, en Madrid, en Canillas, enseñándoles nuestro idioma para que en el futuro puedan aportar su trabajo a la sociedad, se sientan útiles y puedan vivir de ello; fomentando el respeto entre las diferentes culturas y religiones mediante una convivencia diaria basada en el diálogo, la amistad y el hecho de valorar a cada persona sin mirar la apariencia; acompañándoles en este paso tan difícil como es el desarraigo, dejando a miles de kilómetros a sus abuelos, primos, amigos, mascotas, etc; tendiéndoles una mano que cogen fuertemente… En definitiva, continuando con el legado de madre Cabrini, una mujer que  dedicó su vida a las personas que tuvieron que dejar atrás sus raíces buscando no sólo un futuro mejor, sino un presente digno.



MADRE CABRINI A MADRID, SPAGNA

Nel 2004 è stato avviato un progetto nella nostra scuola della Comunità di Madrid, che ha permesso di accogliere tutti quei bambini e adolescenti che provengono da diversi paesi e che hanno dovuto continuare gli studi in Spagna (in questo paese la scuola è obbligatoria fino ai 16 anni). Questo progetto è stato chiamato le “aule di collegamento” e, al momento, ne abbiamo due nella nostra scuola.

Una di queste è rivolta alla fase di educazione primaria, ed è quella che accoglie i bambini tra gli 8 e gli 11 anni. L’altra è destinata al ciclo dell’istruzione secondaria obbligatoria (E. S. O.), ed è frequentata da studenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni (alcuni di loro sono ancora a scuola benché abbiano superato l’età dell’obbligo). Questi studenti possono giungere in qualsiasi momento del corso, da qualsiasi paese e in qualsiasi condizione (sociale, familiare, accademica…). Pertanto, è di vitale importanza il modo in cui diamo il nostro benvenuto; i primi contatti possono segnare l’iter accademico, l’autostima del bambino e del futuro adulto.

Per la Scuola Santa Francisca Javier Cabrini, avere queste aule significa avere l’enorme fortuna di condividere la nostra vita quotidiana con differenti culture e variegati modi di considerare la vita e la scuola. Questo ci permette di incoraggiare tutti i nostri studenti ad “aprirsi” al mondo, a sfuggire all’etnocentrismo e a prepararsi alla realtà che li attende fuori dalla scuola, una realtà interculturale e multietnica. Grazie all’incontro “dell’alterità” e alla volontà di conoscere il diverso, la mente “si apre” e la paura scompare. Inoltre, nessuno potrà influenzare la nostra opinione su culture diverse dalla nostra, giacché le abbiamo potute conoscere in prima persona dai ragazzi provenienti da luoghi diversi.

Per quanto riguarda gli studenti dell’aula di collegamento, questi hanno il loro primo contatto con la lingua spagnola e con il nostro sistema educativo non appena giungono in questa scuola. Tuttavia, la nostra missione non è solo insegnare loro lo spagnolo, o alcune materie. Ci troviamo qui, a Madrid, a Canillas, per insegnare loro la nostra lingua affinché in futuro possano dare il loro contributo alla società, sentirsi utili e poter vivere di quello che hanno imparato; per promuovere il rispetto tra culture e religioni diverse attraverso una convivenza quotidiana basata sul dialogo, sull’amicizia e sul fatto di valorizzare ogni persona senza guardare all’apparenza; per accompagnarli in questo difficile passo di sradicamento, lasciando i nonni, i cugini, gli amici, gli animali domestici, ecc. a migliaia di chilometri di distanza; per offrire  una mano che essi possano stringere… Insomma, per continuare l’eredità di Madre Cabrini, una donna che ha dedicato la sua vita alle persone che hanno dovuto lasciare le loro radici alla ricerca non solo di un futuro migliore, ma di un presente dignitoso.

 

 

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