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Convegni e altri eventi esterni

07 Agosto 2026

Visita pastorale Diocesi di Ugento Santa Maria di Leuca- Giornata diocesana dei Migranti 2026 - Giorno 1

Visita pastorale Diocesi di Ugento Santa Maria di Leuca- Giornata diocesana dei Migranti 2026 - Giorno 1

Dal 7 al 9 agosto scorso, la Superiora Generale, Suor Maria Eliane, accompagnata dall’Assistente Generale, Suor Stella Maris, e da Suor Assuntina Scopelliti, su invito della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, ha partecipato alla Giornata Diocesana degli Emigranti, organizzata nella Parrocchia di San Rocco, a Gagliano del Capo, e nella Parrocchia di San Michele Arcangelo, a Castrignano del Capo.

Il 7 agosto sono state accolte da don Fabrizio Gallo, direttore dell’Ufficio Migranti della Diocesi di Ugento Santa Maria di Leuca, e da padre Pasquale Pizzuti O.SS.T., parroco di Gagliano del Capo.

La mattina del 7 agosto si è svolta una visita alla Basilica Santuario di Santa Maria de Finibus terrae; in seguito è stata recitata la preghiera per la pace e la campana è stata suonata simbolicamente.

 

Il Santuario si trova (come si può vedere chiaramente sulla mappa) all’estremità più meridionale della Puglia, il “tallone” della penisola italiana; in questa zona del Santuario, in un angolo con una vista mozzafiato sul mare, si trova un campanile da cui si scorge una meravigliosa distesa infinita e la fine della terra.
Il suono della campana del Santuario è molto suggestivo grazie alla posizione di questo luogo di preghiera. Accanto alla campana c’è un piedistallo di cemento su cui è incisa una preghiera per la pace:
PREGHIERA
Santa Maria «de finibus terrae»,
che hai portato nel tuo grembo il Signore della Pace,
veglia sul Mediterraneo affinché sia un abbraccio tra i popoli.
Tu, che regni su questa terra, che si apre come una finestra sul mare, aiuta i popoli, su tutte le rive, a riscoprire la bellezza della convivenza fondata sulla generosità e sulla riconciliazione.
Amen

 

 

Alle ore 19, il vescovo mons. Vito Angiuli, padre Fabrizio, padre Pasquale e i sacerdoti della diocesi, insieme ad alcuni sacerdoti della diocesi, alle autorità civili e militari, ai rappresentanti delle associazioni e ai fedeli, hanno accolto l’arrivo della reliquia di San F. X. C., consegnata dalla Superiora Generale, accompagnata da suor Stella e da suor Assunta, al suono della banda musicale. 

Successivamente si è svolta la solenne processione fino a Piazza dell’Immacolata, dove è stata celebrata la Santa Messa. La comunità ha così vissuto un importante momento di fede, condivisione e riflessione.

Durante il momento di ringraziamento della Santa Messa ha avuto luogo il  messaggio di suor Eliane e la consegna simbolica della reliquia da parte della Superiora Generale MSC, suor Eliane MSC, al vescovo, durante la processione svoltasi in Piazza Bitonti, dove è stata celebrata la Messa presieduta dal vescovo della diocesi di Ugento e concelebrata dagli altri sacerdoti presenti, tra cui don Fabrizio e padre Pasquale.

 

Padre Fabrizio Gallo, dell’Ufficio Migranti della Diocesi, ha ricordato l’importanza delle recenti visite apostoliche di Papa Leone, prima alla casa natale di Santa Cabrini a Sant’Angelo Lodigiano e poi a Lampedusa. Anche lì, nella Diocesi di Ugento, sono molti i migranti che arrivano a Leuca, finestra sul Mediterraneo;

Ecco, in particolare, alcune delle sue parole:

«Papa Leone XIV si sentì immediatamente attratto da quella figura di santità, che il suo omonimo predecessore aveva incoraggiato; per questo, recandosi a Sant’Angelo Lodigiano, volle venerare la reliquia del cuore, quello stesso cuore grande e aperto, capace di cogliere le ansie e le speranze di tanti fratelli e sorelle migranti, anche oltremare».

 

Monsignor Vito ha affermato durante l’omelia:

«Il fenomeno delle migrazioni continua a interpellare la coscienza dei cristiani e della società, e la missione di Santa Francesca Cabrini rimane, per tutti, un esempio luminoso da seguire.

La fede e la carità vincono ogni paura e trasformano un sogno d’infanzia in una grande vita di missione».

Maggiori informazioni sul Santuario

La Campana della Pace (chiamata «Vox Pacis») è stata benedetta e inaugurata il 1° settembre 2025 nella Basilica Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, a Santa Maria di Leuca, in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato. Promossa dalla Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca e dalle comunità locali, la sua risonanza intende trasmettere un messaggio di fratellanza e un abbraccio di pace a tutta la regione del Mediterraneo.

 

La Campana della Pace (denominata Vox Pacis) nella Basilica Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, a Santa Maria di Leuca, simboleggia l’apertura spirituale verso il Mediterraneo e la Terra Santa. Il suo eco ideale si rivolge simbolicamente a Gerusalemme, unendo idealmente la finis terrae d’Italia ai luoghi di riconciliazione e di pace in Medio Oriente.

Altre curiosità su questo Santuario:

• Santa Maria di Leuca segna la fine del percorso della Via Francigena del Sud.

• Il porto di partenza: nel Medioevo, chi giungeva a Punta Meliso trovava un porto naturale da cui imbarcarsi su navi dirette verso l’Oriente.

• La porta dell’Oriente: il santuario era l’ultimo avamposto sacro prima del mare aperto verso la Terra Santa.

Secondo fonti evangeliche, Pietro sbarcò proprio a Leuca per dare inizio alla sua opera di evangelizzazione. Nel luogo in cui mise piede sulla terraferma si trovavano le rovine di un tempio pagano dedicato alla dea Minerva. Fu qui che si decise di costruire una chiesa, oggi sostituita dal santuario.

 

Dopo la comunione, ci sono stati i saluti e i ringraziamenti da parte del parroco, padre Pasquale Pizzuti, e della Superiora Generale, suor Maria Eliane, che ha ricevuto in dono dalle parrocchie di San Rocco e di San Michele Arcangelo, durante il momento di ringraziamento della Messa solenne, un bellissimo quadro di Madre Cabrini, dipinto a olio in stile Agrade.

Dopo la celebrazione e la benedizione finale, la processione ha proseguito fino all’ingresso della parrocchia di São Roque, dove tutti hanno assistito ai fuochi d’artificio e a un momento di convivialità.

Questo evento è una dimostrazione dell’impegno della Chiesa e delle associazioni civili nell’accoglienza e nella solidarietà verso i migranti.

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