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Sulle reliquie di Madre Cabrini

Il 22 dicembre 1917 morì Madre Cabrini. Oggi, nel celebrare questo importante anniversario, vogliamo fare un percorso tra le reliquie più significative della nostra Santa.

Ma prima, cominciamo con lo scoprire cosa si nasconde dietro il termine “reliquia” da un punto di vista storico.

 

Quando si vuole onorare la memoria di un santo, se ne conservano le reliquie. La venerazione delle reliquie è una pratica molto antica propria della Chiesa. Sebbene ne conosciamo alcune conservate e note anche nel mondo laico, queste appartengono per lo più alla sfera dei martiri per la fede. Ancora oggi, durante il rito di consacrazione di una nuova chiesa, alcune reliquie vengono collocate sotto l’altare come espressione di comunione con il «Corpo e il Sangue del Re dei Martiri». Ciò che crea comunione è infatti l’offerta della propria vita, seguendo l’esempio di Cristo. Nel corso della storia, quindi, le reliquie sono diventate doni di immenso valore, non solo religioso ma anche diplomatico e politico, che vengono inviati come segno di comunione.

 

Mentre la Chiesa d’Oriente si è sempre espressa a favore della frammentazione dei corpi, la Chiesa cattolica ha assunto posizioni diverse; solo oggi è tornata alla propria posizione originaria. Nella sua recente istruzione, “Le reliquie nella Chiesa: autenticità e conservazione” (2017), raccomanda che, in occasione di una beatificazione o canonizzazione, dalla tomba vengano prelevate solo “piccole parti o frammenti, già separati dal corpo”. Lo smembramento di un corpo per ricavarne «reliquie di particolare pregio» può essere consentito solo in casi eccezionali dalla Congregazione per le Cause dei Santi.

Il «Direttorio sulla pietà popolare e la liturgia» (2002), pubblicato sotto Giovanni Paolo II, chiarisce che le reliquie non sono solo i corpi dei santi – o parti di essi – ma anche oggetti quali arredi, paramenti sacri e manoscritti, nonché oggetti che sono stati messi a contatto con i loro corpi o le loro tombe, come oli, teli di lino (brandea) e persino immagini venerate.

 

  • Le reliquie di prima classe consistono nei resti mortali o in ciò che ne rimane.
  • La seconda classe comprende gli indumenti e gli oggetti devozionali utilizzati dal santo quando era in vita.
  • La terza classe, invece, si riferisce alle brandea, ovvero pezzi di stoffa che sono stati messi a contatto con le reliquie di prima o seconda classe. *

    *1 Per questo studio approfondito, la nostra fonte è stata la rivista Credere

 

Per quanto riguarda le reliquie di prima classe di Madre Cabrini, si trovano principalmente in Italia e negli Stati Uniti.

Iniziamo dal Nord Italia, a Codogno, dove il cuore della Santa è custodito nel Centro di Spiritualità Madre Cabrini, precisamente nella Chiesa del Tabor.

Abbiamo scelto di partire da questa reliquia perché Codogno, dove è custodito il cuore, è stato il luogo che ha visto la nascita e la fondazione dell’Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Quest’anno, in particolare, il nostro Istituto celebra l’80° anniversario dell’arrivo di questa reliquia a Codogno.

Era il 17 dicembre 1942 quando la preziosa reliquia del cuore di Madre Cabrini giunse a Codogno. La rivista “Le Violette di Madre Cabrini”, storica pubblicazione trimestrale delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, riporta così l’evento: «La preziosa reliquia del Cuore della Beata Cabrini fu portata in processione a Codogno da S.E. mons. Calchi Novati, vescovo di Lodi, tra l’esultanza della popolazione. Autorità militari e civili, soldati in ranghi serrati e folle di fedeli che esultavano e pregavano accorsero per rendere omaggio alla Beata. Coloro che ricordavano la Beata non riuscivano a trattenere le lacrime nel vedere il suo trionfo e l’invocavano, colei che è soccorrevole e di buon auspicio, in quell’ora solenne. Sembrava quasi che quella Donna Straordinaria stesse davvero tornando. La piccola suora che da Codogno si era lanciata in un’attività missionaria destinata a espandersi in tutto il mondo».

A Codogno si trova anche un’altra reliquia di Madre Cabrini, conservata nella Parrocchia di San Biagio e della Beata Vergine Immacolata: il radio.

Ci spostiamo nelle vicinanze, a Sant’Angelo Lodigiano, luogo di nascita di Madre Cabrini, dove sono custodite due sue reliquie.

 

 

La prima, nel Museo della Casa Natale, è una vertebra cervicale. Nel museo, accanto ad altre due sale, si trova una piccola cappella con un’immagine del Sacro Cuore e la reliquia della Santa in un reliquiario: è un piccolo spazio di preghiera e meditazione, affacciato direttamente su via Santa Cabrini, che offre al pellegrino un luogo per una breve pausa in silenzio.

(http://www.santacabrinicasanatale.com/)

 

 

La seconda reliquia è custodita nella Basilica dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini, nella Cappella di Santa Francesca Cabrini. Qui la tela raffigurante la giovane Madre Cabrini, apparentemente liberata da ogni legame terreno, sospesa nell’aria su uno sfondo di mare e cielo, domina la parte centrale; l’opera è del famoso pittore Galizzi; gli altri due dipinti, opera del pittore Cesare Secchi, raffigurano l’assistenza agli immigrati e l’opera educativa tra i giovani. L’altare in marmo è sormontato dal prezioso reliquiario contenente l’ulna della santa.

 

(https://www.valledeimonaci.org/basilica-dei-s-s-antonio-abate-e-francesca-cabrini-santangelo-lodigiano-lo/)

Ma come è arrivata questa reliquia a Sant’Angelo Lodigiano?

 

Ecco la storia:

Il 20 novembre 1938, sette giorni dopo la solenne beatificazione in San Pietro, la preziosa reliquia di Madre Cabrini fu portata a Sant’Angelo. L’ulna del braccio destro della Santa è racchiusa in un piccolo tempietto artistico in bronzo dorato con base e colonnina in marmo pregiato, opera dell’orafo Riccardo Politi di Milano. Il corteo, composto da circa centoventi automobili, partì dalla Cattedrale di Lodi con il vescovo monsignor Calchi Novati, le autorità religiose e politiche, gli insegnanti e il popolo. Il carro, sormontato da quattro archi, adornato con garofani bianchi, rose e luci, passò tra due file di gente, suscitando emozione ed entusiasmo. Lungo tutto il percorso, a S. Fereolo, a Muzza, a Pieve Fissiraga, ovunque, la strada era adornata da archi di trionfo, le campane suonavano e la gente attendeva con le bandiere. Questi momenti non saranno mai dimenticati. Nella foto: il passaggio della processione con la reliquia di Madre Cabrini in via Cesare Battisti; sulla destra si intravede padre Nicola De Martino.

(Fonte: Scheda di storia locale)

Sempre a Sant’Angelo Lodigiano, custodito nella Cappellina delle Suore Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, si trova un piccolo frammento del cuore di Madre Cabrini (foto sopra).

 

 

Da qui ci spostiamo a Roma, dove il cranio di Madre Cabrini è custodito nella Chiesa del Redentore in Via Sicilia.

 

Anche in questo caso è simbolico che il cranio si trovi a Roma, centro nevralgico dello Stato Pontificio, ma si tratta anche della chiesa voluta e fatta costruire dalla stessa Madre Cabrini. La chiesa fu infatti fondata da Santa Cabrini nel luglio del 1900, in un edificio che faceva parte di Villa Ludovisi e che, dopo la canonizzazione di Madre Cabrini, le fu dedicato: in questa chiesa è conservata, oltre al dipinto della “Madre degli immigrati” del pittore Ciotti, questa illustre reliquia della Santa. Quello che segue è un estratto da «Per le strade di Roma», a cura di suor Imelda Cipolla MSC, che racconta il trasferimento dell’urna della nostra Santa Madre da via Ulisse Aldovrandi a via Sicilia 215 – Chiesa del Redentore – il 25 aprile 1976.

Il capo della nostra Santa Madre, che sotto l’influenza dello Spirito accese quella scintilla che in quella piccola donna diede slancio al prodigioso dinamismo del cammino cabriniano verso la santità, ha attraversato le vie di Roma, dal quartiere Parioli a quello dei Ludovisi, in silenzio e nell’anonimato. Non abbiamo potuto accompagnare Madre Cabrini lungo le vie, perché i tempi non lo permettevano, ma ci siamo uniti a lei in seguito per esprimere, con una solenne liturgia, la gioia di vedere l’urna che racchiude la sua preziosa reliquia collocata nella chiesa che Madre Cabrini stessa aveva voluto e fatto costruire, e nella quale il suo spirito è stato benedetto nell’incontro con Dio.

 

Ci spostiamo negli Stati Uniti e la nostra prima tappa è al Santuario di Santa Francesca Cabrini a New York, dove è conservata la salma di Madre Cabrini. Ecco come si sono intrecciate le vicende della Santa e del Santuario di New York.

 

 

Storia del Santuario – New York 1933: L’esame iniziale

Dopo la morte di Madre Cabrini nel 1917, fu sepolta a West Park, New York, affacciata sul fiume Hudson. Questo era uno dei suoi luoghi preferiti e sede del noviziato americano e di un grande orfanotrofio. Il processo ufficiale per stabilire se fosse una santa iniziò nel 1928, poco più di un decennio dopo la sua morte.

Nel 1933, le sue spoglie mortali furono riesumate dalla Commissione Romana alla presenza del Delegato Apostolico. In quell’occasione, si scoprì che il suo corpo era soggetto al normale processo di decomposizione.

Le spoglie di Madre Cabrini furono seppellite nuovamente e trasferite con cura nella cappella della Mother Cabrini High School al 701 di Fort Washington Avenue. Furono collocate in un’urna sigillata sotto l’altare dedicato alla Beata Vergine Maria.

Nell’ambito del processo di beatificazione, una commissione di esperti deve esaminare i resti mortali per accertarsi che appartengano effettivamente alla persona giusta. Pertanto, nel 1938 il corpo di Madre Cabrini dovette essere riesumato ed esaminato nuovamente.

Da Roma giunsero esperti di anatomia e i postulatori della causa per seguire l’iter dettagliato necessario alla redazione di un «certificato di riconoscimento». L’esame si svolse nel corso di diversi giorni, in silenzio, in una sala protetta della Mother Cabrini High School.

~ Storia del 701 di Fort Washington Avenue di suor Barbara Staley, MSC


 

Una volta completato l’esame e ritenuto in regola, il corpo di Madre Cabrini fu vestito con il suo abito religioso e deposto in una bara di cristallo. Una maschera di cera raffigurante il suo volto e le sue mani fu collocata sopra le reliquie per aiutare i pellegrini a immaginarla così com’era stata in vita.

 

Prima che la bara venisse chiusa e sigillata, alle Suore Missionarie del Sacro Cuore e alle ragazze della Cabrini High School è stato permesso di passare accanto ad essa. Coloro che avevano un rosario tra le mani hanno potuto appoggiarlo sui piedi di Madre Cabrini.

«Una volta espletate le formalità, il pesante coperchio d’oro e vetro fu collocato sulla bara – talmente pesante che ci vollero sedici uomini per trasportarlo all’interno della scuola – e monsignor Natucci sigillò personalmente la bara, che non verrà mai più aperta.» (New York Herald Tribune, 14 settembre 1938)

Frances Xavier Cabrini fu proclamata santa alle 9:05 del mattino del 7 luglio 1946 da Papa Pio XII.

Il cardinale Francis Spellman celebrò la Messa nella cappella della Mother Cabrini High School di New York in contemporanea con la Messa papale a Roma.

Secondo il New York Times, il 7 luglio 1946 oltre 45.000 persone si recarono alla cappella della Mother Cabrini High School per venerare le reliquie della nuova santa.

Il flusso ininterrotto di pellegrini verso la cappella era ben accetto, ma rendeva difficile il normale funzionamento della scuola. Per accogliere i visitatori, le Suore Missionarie decisero di costruire un santuario separato in cui custodire le spoglie di Madre Cabrini. I lavori di costruzione iniziarono nel 1957 e furono completati nel 1959.

Oggi, le spoglie di Madre Cabrini riposano ancora sotto l’altare maggiore del Santuario, invitando le persone a trarre insegnamento dal suo esempio di vita di eroica virtù e ad avvicinarsi a Dio.

(https://cabrinishrinenyc.org/all-about-relics/)

 

 

Una reliquia di prima classe di Santa Cabrini, racchiusa in un cofanetto di bronzo e cristallo, è conservata presso il Santuario Nazionale di Santa Francesca Saverio Cabrini a Chicago.

Il sito web del santuario riporta:

Un santuario è una chiesa cattolica o un altro luogo sacro che custodisce le spoglie o le reliquie di un santo o di un’altra figura sacra, oggetto di venerazione religiosa e di pellegrinaggio. Un Santuario Nazionale riceve questa più alta distinzione dalla Conferenza Episcopale Nazionale a riconoscimento del suo

particolare significato storico, culturale e religioso. Questo è un Santuario Nazionale dedicato a Santa Francesca Saverio Cabrini, la prima santa cittadina americana e patrona degli immigrati. Pellegrini provenienti da tutto il mondo vi giungono per vivere una profonda esperienza religiosa. Qui sono conservati gli arredi della sua stanza e altri cimeli. Tutti sono benvenuti in questo luogo sacro.

Il Santuario offre una straordinaria opportunità alle persone di ogni fede di rinnovarsi spiritualmente e di approfondire il proprio rapporto con Dio attraverso la preghiera, la celebrazione eucaristica e l’adorazione. Offre inoltre una meravigliosa occasione per conoscere l’affascinante vita di Madre Cabrini.

Diverse reliquie di varia natura sono conservate nel Santuario di Madre Cabrini in Colorado, dove è custodita una parte del suo dito, o anche nella Cappella della Curia Generale a Roma, dove si trova una reliquia ex capillis (una ciocca di capelli). È impossibile sapere quante altre ce ne siano nel mondo di cui si siano perse le tracce. Ciò che conta, tuttavia, è far conoscere Madre Cabrini in tutto il mondo. Come lei stessa disse: «Se potessi allargare le braccia e abbracciare il mondo per donarvelo, quanto sarei felice!».